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Perché Claud non vuole cedere

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Quest'anno festeggiamo il Pride riconoscendo la lunga storia della comunità LGBTQIA+ nell'abbattimento di barriere e nel supporto reciproco. Per tutto giugno, daremo spazio a clienti che incarnano il concetto secondo cui essere resilienti non significa soltanto persistere, ma anche diventare più forti di prima. Dalla creazione di una comunità, all'alimentazione della creatività e all'incoraggiamento all'attivismo, vogliamo onorare la comunità LGBTQIA+ come fonte continua di forza, evoluzione e ispirazione.

Per tutta la vita Claud, cantante che scrive anche canzoni, ha usato la musica come forma di espressione e di esplorazione dell'essere queer, oltre che come esercizio per imparare a occupare il suo spazio nel mondo. La sua piattaforma musicale gioca un ruolo importante nella rappresentazione dell'arte queer, soprattutto per le persone non binarie. Claud ha parlato con Squarespace di come si intraprende una carriera musicale, dove trova l'ispirazione e cosa spera di offrire e rappresentare per la comunità queer tramite il suo lavoro.

SQUARESPACE: Ormai hai un seguito fedele e sempre più ampio. Come mai hai iniziato a fare musica e quando è diventata una vera e propria carriera?

Claud: Il mio amore per la musica è iniziato quando ero alle medie, intorno ai 12 o 13 anni. Pensavo che esibirsi su un palco fosse la cosa più bella del mondo e volevo imparare come incanalare le mie emozioni ed energie nel suono. Così ho imparato a suonare la tastiera, poi la chitarra, pochi accordi alla volta. Più imparavo a usare gli strumenti, più mi è venuto facile scrivere canzoni. 

SQSP: Come artista, a cosa o a chi ti ispiri?

Claud: Ci sono degli artisti che venero, ma la mia ispirazione viene perlopiù dagli amici e dalla comunità che ho intorno. Ho la fortuna di avere sempre vicino artisti di ogni tipo, sia di persona sia online. 

SQSP: In che modo il tuo vissuto ha influenzato le canzoni che scrivi?

Claud: Ho passato gran parte della mia vita a cercare di non occupare spazio e di non essere “troppo”, cosa che mi ha portato a comporre canzoni dai suoni più dolci e dai messaggi meno audaci. Solo da poco ho capito che il mio essere queer non dovrebbe costituire un peso per nessuno e che posso occupare tutto lo spazio che voglio. Questo mi ha aperto un nuovo mondo, a livello sia di contenuti sia di ciò che accade in studio. 

SQSP: Che ruolo gioca la tua presenza online nella creazione di una comunità queer?

Claud: Voglio solo condividere risorse e informazioni utili, specialmente per i queer e trans di colore. Spero anche che la mia piattaforma aiuti le persone LGBTQIA+ a entrare in contatto con altre persone LGBTQIA+!

SQSP: Squarespace sta esplorando il concetto di "resilienza come rivoluzione" in relazione al pride. Come il fattore resilienza influisce nella tua definizione di pride e nella tua esperienza come parte della comunità LGBTQIA+?


Claud: La vera lotta sta nella resilienza! Le donne trans di colore che hanno lanciato i primi mattoni allo Stonewall Inn erano resilienti. La mia famiglia queer, che questo mese è scesa in strada a protestare per le vite dei neri, è resiliente! Chi ha l'odio nel sangue ed è carico di pregiudizi aspetta solo che ci stanchiamo e ci tiriamo indietro. Non c'è orgoglio senza resilienza (anche se è estenuante e richiede di prendersi molta cura di sé).

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